Trasumanare?

È il 13 aprile del 1300 quando Dante si trova al fianco della sua Beatrice nel Paradiso terrestre, dopo il difficile viaggio attraverso Inferno e Purgatorio, dopo essere andato nel profondo del proprio male e del proprio dolore, dopo quella “battaglia sì del cammino e sì della pietate” che da solo (“io, sol, uno”) aveva intrapreso. Ora, purificato e pronto per salire alle stelle, seguendo lo sguardo dell’amata, Dante può guardare direttamente nel Sole ed è allora che inizia il misterioso viaggio verso il “Primo Cielo” del Paradiso (o “Cielo della Luna”), raccontato con quello che il poeta chiama, con un neologismo, “Trasumanare”, specificando che tale termine descrive un’esperienza che non può essere spiegata a parole; l’esperienza dell’andare oltre l’umano per trovare la pienezza della vita. La vera umanità. Liberato dal peso del peccato e del male, come ogni cosa creata, viene attratto, quasi per gravità, verso Dio.

Per aiutarmi nel cammino ho raccolto alcuni post già pubblicati su facebook e per me particolarmente significativi in questo blog, che ho chiamato appunto “Trasumanare”.
Perché la “battaglia” non è solo di Dante, ma anche mia e di ognuno di noi. Perché tutti abbiamo bisogno di sapere e capire come si fa a vivere e ad essere felici. Perché il nostro dolore e la morte e la disperazione non vincano ma anzi acquistino un senso e uno scopo. Perché non un Dio vendicativo ma solo la nostra libertà mal indirizzata può impedirci di riscoprire quell’attrattiva, quella “forza di gravità”, verso il bene, il bello, il vero e l’infinito. Perché vale la pena di combattere non solo per il Paradiso ma per una vita piena anche su questa terra, per quel “centuplo quaggiù” che Cristo ci ha garantito. Perché non siamo soli e bisogna, bisogna proprio, ricordarcelo a vicenda: “la maledizione dell’uomo è che dimentica”.

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