Colori e dolori

Incontri una persona che vede il buono e il bello dove tu non riesci. Per te non c’è. Proprio no. Ma pensi che se quella persona, se proprio lei lo vede, ci deve essere per forza. Deve essere vero. E la tua vita cambia. Perché vuoi vedere e godere anche tu di quella bontà e di quella bellezza. Vuoi anche tu quella verità. Attraverso quella persona e la sua testimonianza ti viene lanciata una sfida e tu, nell’accettarla, ti senti più uomo, più corrispondente alla tua vera natura e persino più nobile. Inizia la rincorsa. Inizia la scoperta. Inizia la vita a colori. Colori e dolori spesso, ma la vita così è più vera e più piena.

Vivere ogni incontro e ogni circostanza verificando se quel “vero”, quel “bello” e quel “buono” si ripresentano a dare forma alla tua vita. Discernere i segni piccoli e grandi che ti vengono offerti. Scoprire con stupore che c’è bellezza e verità anche nel dolore e nella sofferenza. Imparare che anche le circostanze più negative non sono altro che una mano protesa verso la nostra povertà e la nostra inadeguatezza, perché ci lasciamo condurre, attraverso strade misteriose, verso il destino buono che ci attende. Verso il Bene eterno, verso la Bellezza senza fine, verso la Verità che non delude. Serve un incontro. E prima ancora servono occhi e cuore attenti. E prima ancora serve una domanda di senso, un desiderio di compiutezza.

Ecco… Credo che il Cristianesimo sia nato così: giovani con il cuore pieno di desiderio, un cuore che, come quello di tutti i giovani, ardeva di domande e di dubbi, hanno incontrato uno che rispondeva a questo desiderio del cuore. Uno che gli parlava di una bellezza nuova, uno che parlava di verità come nessuno prima. Uno che li ha sfidati. Uno che gli ha detto che la loro vita, la loro vita di pescatori, contadini, pastori, che la loro vita fatta di polvere e sudore, di puzza di pesce e di pecore, che la loro vita era grande, nobile e preziosa. Che avrebbero parlato con gli angeli, scacciato i demoni, spostato le montagne. E loro gli hanno creduto, perché hanno sentito che quella cosa assurda era invece vera, se lo sentivano dentro che era vera, come lo sentiamo noi. Di essere più di quello che vediamo di noi stessi, di avere un destino grande, di poter toccare le stelle, di arrivare ad accarezzare il volto di Dio. Gli hanno creduto. E l’hanno seguito, e si sono aggrappati alla sua mano protesa, poveri com’erano, peccatori com’erano, incompleti com’erano, l’hanno seguito fino alla fine, tra colori e dolori, perché solo Lui aveva, solo Lui ha, parole di vita eterna.

Anche al nostro cuore affaticato e oppresso, oggi, qui e ora, Lui risponde. Se lo incontri, nelle nostre giornate grigie e stanche, negli sguardi che incrociamo, nei sorrisi e nelle lacrime, nei fiori e nei sassi, nella forma delle nuvole e nelle onde del mare. Se lo incontri e lo ascolti, Lui davvero risponde. Sempre. La sfida alla nostra umanità, a riscoprire la grandezza e la nobiltà di cui siamo capaci, è sempre valida. Tocca a noi. “Venite e vedrete”.
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